sFRUTTAmento

Il caso del Tennese

In Trentino ci sono molti casi di sfruttamento del lavoro, prevalentemente in Val di Non, ma abbiamo evidenziato anche un caso di caporalato nel territorio del Tennese.

Sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza di Riva del Garda, con l’operazione “oro verde”, alcuni soggetti stranieri dai 30 ai 50 anni, che venivano caricati in furgoni in condizioni igieniche e di salute pessime.

Erano già sorti alcuni sospetti nel 2017, durante un controllo stradale. L'operazione ha interessato anche altre regioni, come l'Emilia Romagna, la Toscana, il Piemonte.

Le indagini si sono concluse solo nel 2019 con la denuncia di tre persone: due bresciani e un trentino.

Moltissimi immigrati, tanti richiedenti asilo, accettano le pessime condizioni di lavoro pur di riuscire a guadagnare qualcosa. Vestiti di stracci, con le scarpe rotte e il viso segnato dalla fatica e dalla fame venivano sfruttati come schiavi per lavorare nelle campagne. Prelevati anche molto presto la mattina e traspostati in furgoni da Brescia fino alle campagne trentine. Pagati 20 euro per un’intera giornata di lavoro, poco più di un euro l’ora, potevano lavorare fino a 12 ore al giorno.

FONTI:

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2019/ridotti-in-schiavitu-per-lavorare-a-170-euro-allora-nelle-campagne-trentine-alcuni-messi-nel-bagagliaio-per-essere-portati-nellazienda-agricola

https://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/caporalato-nei-campi-tre-nei-guai-1.2022823

https://www.ladige.it/news/cronaca/2019/05/28/immigrati-sfruttati-come-braccianti-campagne

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2017/per-la-vendemmia-arrivano-in-25-da-brescia-in-condizioni-disperate-in-16-erano-su-un

https://www.gazzettadellevalli.it/cronaca/sfruttamento-del-lavoro-maxi-operazione-oro-verde-della-guardia-di-finanza-tra-trentino-e-bresciano-222301/

https://www.rainews.it/tgr/trento/articoli/2019/05/tnt-lavoro-nero-guardia-di-finanza-trento-uffici-inps-brescia-fd975879-0b9d-4544-84c8-cdefd91e734c.html

https://www.faicisl.it/dal-territorio/2892-caporalato-fai-cisl-trentino-bene-operazione-oro-verde-aziende-evitino-deprecabili-scorciatoie

https://www.trentotoday.it/cronaca/sfruttamento-lavoratori-campagna-finanza.html

(Foto: Giovanni Marocchi)

Agli studenti del Liceo Andrea Maffei è stato proposto un sondaggio al quale hanno risposto in 105.

Hai mai sentito parlare del caso di sfruttamento a Tenno nel 2017?

Sapevi che ci sono persone sotto pagate e casi di sfruttamento del lavoro prevalentemente in campo agricolo anche nel territorio del Basso Sarca?

Fa riflettere il fatto che in Trentino, dove parte della vita è concentrata sull'agricoltura, ancora molto di quanto accade sia sconosciuto.

SAI COS’È IL CAPORALATO? E LA DIFFERENZA CHE C'È RISPETTO ALLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO?

Spesso si sente parlare di caporalato come sinonimo di sfruttamento.

In realtà però il caporalato è una forma illegale di reclutamento e organizzazione della manodopera nel lavoro dipendente. I caporali reclutano le persone, che poi spesso vengono assunte per un periodo senza rispettare le regole di assunzione e i diritti dei lavoratori. Si parla quindi di sfruttamento del lavoro, cioè l’uso di capacità altrui a proprio vantaggio impiegando gli sfruttati senza un contratto e sottopagandoli.

CHI COLPISCE?

Trova grande riscontro nelle fasce più deboli e disagiate della popolazione: i lavoratori immigrati, ma anche le donne italiane.

COSA SI E' FATTO FINORA PER RISOLVERE IL PROBLEMA?

La legge contro il caporalato del 2016 ha avuto l’indubbio merito di portare la questione all’attenzione dell’opinione pubblica e di svolgere un’azione deterrente su quegli imprenditori agricoli che sfruttavano i braccianti. Sono state stabilite anche delle pene, ma il fenomeno continua tuttora a crescere.

Anche il giornalista professionista Gianni Belloni ha confermato l'utilità di questa legge, ribadendo il fatto che sta dando qualche frutto, ma purtroppo la situazione è ancora grave.

(Foto: Gabriel Ferraresi)

Lo sfruttamento del lavoro a livello internazionale

Nei paesi in via di sviluppo la questione delle condizioni di lavoro è una delle più pressanti e drammatiche. Spesso dove c’è povertà le aziende sfruttano i propri dipendenti, a volte in accordo con autorità corrotte.

Dopo aver visto il grandissimo aumento di casi di sfruttamento del lavoro, soprattutto in ambito agricolo, il Consiglio d’Europa ha chiesto a tutti i Paesi di partire da un elemento comune: il riconoscimento della non responsabilità della vittima. Il consenso o meno al trattamento lavorativo di sfruttamento o alla tratta non dev’essere rilevante, poiché

“le vittime possono accettare lo sfruttamento perché non hanno alternative per mantenersi o perché non lo percepiscono come lo sfruttamento che è”.

Sfruttamento del lavoro in Italia

L'Italia sta assistendo ad un significativo aumento dei casi.

Le vittime, costrette a vivere nei cosiddetti ghetti in condizioni di grande vulnerabilità, cadono facilmente nella trappola dei datori di lavoro che le costringono a forme di sfruttamento, per loro uniche forme di reddito.

Lo sfruttamento agricolo in Italia colpisce soprattutto i lavoratori stagionali.

Le condizioni di sfruttamento includono i seguenti aspetti:

- la violazione della legislazione del lavoro

- la violazione delle condizioni stabilite dai contratti collettivi e dai contratti di lavoro

- il mancato pagamento o la trattenuta di tutto o parte del salario

- il mancato rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e orari eccessivi di lavoro.

(Foto: Gabriel Ferraresi)

Ma quindi non esistono imprese agricole realmente oneste e trasparenti?

Oltre ai lati negativi, in agricoltura, esistono aziende che offrono anche opportunità di crescita lavorando con altri individui. L’agricoltura sociale è una di queste grandi opportunità.

La Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti), ovvero la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, garantisce la trasparenza su tutti i processi e le decisioni nella filiera e l’equità, cioè il giusto valore per tutti i dipendenti, senza speculazioni.

L’agricoltura sociale è solo un miraggio o esiste veramente?

Certo che esiste, e molte aziende tengono molto a questo progetto. Ma cos’è realmente l’agricoltura sociale?

E' un’opportunità di lavoro per le persone svantaggiate, ma anche una grandissima opportunità di crescita personale. É un’esperienza di vita, di formazione, di socializzazione, in cui i giovani si sentono responsabili nel vedere i grandi risultati frutto del lavoro che hanno svolto loro stessi; rafforza l’autostima dei ragazzi, spesso emarginati, che qui possono sentirsi parte di un gruppo.

L’ambiente in cui si lavora è incentrato sulla collaborazione, è un ambiente amichevole e solidale; ad esempio, può essere un percorso di integrazione per un giovane rifugiato.

Che opportunità offre l'agricoltura sociale?

L’agricoltura sociale offre quindi molte opportunità per i lavoratori, ma anche le imprese ne traggono vantaggio: ad esempio la visibilità e riconoscibilità sul territorio crea delle condizioni per cui le famiglie restino nelle comunità rurali; e inoltre l’azienda si distingue per il suo valore etico.

(Foto: Nicola Nicolaci)

Ma quanto si sa di agricoltura sociale? Lo abbiamo chiesto ai ragazzi del Liceo Maffei. Hanno risposto 136 studenti.

Hai mai sentito parlare di agricoltura sociale?

Secondo te l'agricoltura sociale offre più opportunità alle famiglie oppure più vantaggi alle imprese agricole?

Si può concludere che, come c'è poca conoscenza dei casi di sfruttamento lavorativo nelle nostre zone, lo stesso vale per progetti come l'agricoltura sociale.

E TU, COME CONSUMATORE?

“Ciò che acquistiamo non può costare pochi centesimi, non è quello il suo vero costo. E la differenza non la paga la GDO, ma i lavoratori senza tutele”

Partendo da questa citazione si può entrare in un altro tema che riguarda tutti noi nella nostra quotidianità: quello del cibo a basso costo. Il pomodoro raccolto a mano dai braccianti finisce nelle passate che sono poi vendute a prezzi irrisori nei supermercati. Molte insegne della grande distribuzione organizzata operano un’azione di strozzamento e di riduzione dei prezzi che non può non ripercuotersi sugli anelli a monte della filiera.

L’interesse del consumatore dovrebbe essere anche quello di sostenere attivamente una filiera agroalimentare sana, senza sfruttamento, in cui i diversi braccianti, gli operatori agricoli, gli industriali trasformatori, riescano tutti a vivere dignitosamente del proprio lavoro. Perché quando noi compriamo sottocosto, c’è sempre qualcun altro che quel costo lo sta pagando.

(Foto: Gabriel Ferraresi e Nicola Nicolaci)