GIOVANI E LAVORO

Ieri e oggi: tre storie di giovani di ieri, oggi adulti

Il tema del lavoro dei giovani è sicuramente uno dei temi più caldi degli ultimi anni nel nostro paese. Pensiamo per esempio alla cosiddetta fuga dei cervelli o alla costante diffusione del caporalato.

Si potrebbe affermare che le opportunità lavorative per i giovani in Italia non siano le migliori, ma  partiamo cercando di capire com’era la situazione in passato.

Ci racconta Dina Battistotti, che ha gestito una macelleria :

"Negli anni ‘40 circa non esistevano tutti i macchinari di oggi e grande importanza aveva il ruolo della famiglia. Si viveva insieme e si condivideva quasi tutta la giornata, dal lavoro nella campagna all’allevamento di animali che servivano per il mantenimento della famiglia. Il denaro allora aveva un valore assai più alto rispetto ad oggi e per ottenere qualsiasi cosa era necessaria molta fatica. Infine c’era un ultimo aspetto che oggi noi non siamo abituati a considerare: la Seconda Guerra Mondiale, che ha senza dubbio sconvolto la vita di tutti i giorni, costringendo tutti ad una costante attenzione, con la paura dell’arrivo di aerei con bombe."

Fonte immagine : Album fotografico della famiglia Festi

Ci racconta Giancarlo Zampieri, ex-geometra:

"Anche negli anni ‘70 la situazione era estremamente diversa rispetto ad oggi. L’Italia era in una fase di sviluppo e c’erano molte opportunità lavorative, tuttavia era sempre necessario una grande passione per il proprio mestiere se si voleva essere accettati e quindi trovare un buon lavoro. Lavoravo per moltissime ore al giorno, ma alla fine i miei sforzi mi hanno sempre ricompensato. Anche gli strumenti che utilizzavo non erano ben fatti come lo sono quelli di cui disponiamo oggi - pensate ai vostri pc -; il disegno a mano libera richiedeva moltissima concentrazione e precisione, ma era necessario se non si disponeva di un computer. "

Fonte immagine : archivio privato di Giancarlo Zampieri

Massimo Festi, ingegnere

Con Massimo, l’ultimo intervistato, abbiamo analizzato come oggi la ricerca di un lavoro non sia così facile: ad oggi c’è una grande richiesta in determinati settori, ma non tutti. Inoltre a differenza del passato non tutti sono disposti a lavorare sodo e prendono il lavoro in modo troppo rilassato. Fortunatamente il nostro intervistato ha trovato lavoro in fretta: infatti, essendo un libero professionista, è riuscito quasi da subito a fondare una società propria. Questo però non vuol dire che il suo percorso sia stato facile: gli studi, la capacità di mettere via un “tesoretto” con dei lavori come la vendemmia, ma anche molte altre cose non sono cose che oggi tutti sarebbero disposti a fare.

Fonte immagine : archivio privato di Massimo Festi

Lavoro in apprendistato: alcuni dati

Quanti giovani lavorano stabilmente in Italia? Secondo i dati diffusi dall'ISTAT, il numero degli occupati in Italia a dicembre è leggermente diminuito rispetto al mese precedente (-0,4%, pari a -101.000 unità), mentre il tasso di occupazione è sceso al 58%. Il numero di persone in cerca di lavoro è nuovamente aumentato ( + 1,5% equivale a +3,4 milioni di unità). Il tasso di disoccupazione è salito al 9%, mentre il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 29,7% (+0,3 punti). Quanti giovani hanno bassi salari per lavoro? In un Paese in cui il tasso di occupazione sotto i 30 anni si ferma intorno al 33%, trovare un lavoro è il suo primo problema. 

Lavoro in apprendistato: un sondaggio

Per comprendere ed analizzare in modo pratico i rapporti tra i giovani d’oggi e il lavoro abbiamo rivolto alcune domande ad un campione di circa 30 giovani, di età compresa tra i 17 e i 20 anni.

Dalle risposte è emerso che circa il 63% degli studenti non sono stati retribuiti correttamente. Questo problema non ci è affatto nuovo, infatti secondo i dati dell’ISTAT che abbiamo illustrato precedentemente, risulta che la percentuale di giovani in Italia che purtroppo lavorano senza le giuste regole, è molto alta.

Dalle riposte alle domande qui illustrate, notiamo subito che più della metà degli studenti che hanno completato il questionario, hanno avuto solamente 1 o 2 esperienze di lavoro apprendistato. Se ci pensiamo, ai colloqui di lavoro spesso viene chiesto se si hanno già avuto esperienze lavorative in precedenza. Dunque non sarebbe meglio fare più esperienze per proiettarci nel mondo del lavoro? O forse è colpa della scuola che non lascia molto spazio agli studenti, che vorrebbero avere più possibilità di ampliare le conoscenze “più pratiche” ?

Salario ingiusto

Lavora come gli altri, ma viene pagato di meno

Non sempre il duro lavoro viene ripagato nel modo corretto; esistono circostanze che possono portare un datore di lavoro a sottopagare un dipendente: la storia di Oscar ne è un esempio.

Oscar Zoner è uno studente universitario di vent'anni; la scorsa estate è andato a lavorare a Riva del Garda (TN) come istruttore di windsurf.

Nel momento in cui ha ricevuto la prima paga, ha scoperto con molta delusione di essere stato pagato meno dei suoi colleghi: ci ha spiegato che l’impegno che ci aveva messo e il quantitativo di ore erano le stesse, dunque faceva veramente fatica a trovare una spiegazione razionale.

Abbiamo cercato di contattare il datore di lavoro di Oscar per chiedergli spiegazioni: si è giustificato dicendo che è giusto pagare di meno gli istruttori se sono al primo incarico, perché meno esperti , sottolineando che se si è veramente amanti del windsurf non è poi un così grande sacrificio.

Sarà veramente corretto?

Nonostante ciò, Oscar ha continuato a fare l’istruttore di windsurf, poiché questa è la sua grande passione.

Fonte immagini : Album fotografico della famiglia Zoner

Caporalato: intervista ad un sindacalista

Il sindacalista Umberto Maffei ci ha fatto capire che anche i giovani possono essere coinvolti nel fenomeno del caporalato.

Abbiamo capito che c'è sfruttamento quando:

-non vengono rispettate le norme sugli orari di lavoro e sui tempi di riposo

   -    non vengono predisposte delle misure di sicurezza adeguate

   -    il salario è bassissimo e per nulla adeguato al tipo e al carico di lavoro

   -    l’attività lavorativa è coercitiva e viene imposta con la violenza, la frode, le minacce

L’agricoltura è uno dei settori in cui si rilevano numerosi casi di sfruttamento e di caporalato. In particolare, sono i lavoratori migranti a rappresentare un potenziale bacino d’offerta di lavoro sottopagato e dequalificato per specifiche condizioni di vulnerabilità, infatti i lavoratori stranieri costituiscono circa un quarto della totale manodopera in agricoltura.

Lo sfruttamento è un fenomeno che riguarda anche il lavoro dei minori, infatti a livello globale lo sfruttamento del lavoro minorile interessa oltre 152 milioni di minori tra i 5 e i 17 anni, 1 su 10 al mondo, di cui 73 milioni sono costretti a svolgere lavori duri e pericolosi.

Dal 2000 ad oggi, secondo l’organizzazione internazionale Save the Children, il lavoro minorile è diminuito del 40%, ma nonostante questo, i progressi rimangono lenti e lontani dal raggiungere l’obiettivo di una totale eliminazione del lavoro minorile in tutte le sue forme, che rappresenta una priorità per l’azione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e per l’UNICEF.

Le cronache recenti parlano di caporalato anche in Trentino.

Fonte immagine: Trento today giornale online

https://www.trentotoday.it/cronaca/sfruttamento-lavoratori-campagna-finanza.html

Non sempre i giovani sono penalizzati .

La storia di Alina e di Cinzia

Alina era una studentessa della scuola alberghiera di Garda;

Cinzia Castelletti è la titolare del ristorante in questione, “San Marco”, che si trova abbastanza vicino alla scuola. Ha aperto l'attività nel 2004 e negli anni ha avuto molte proposte di tirocinio. Da quando ha accettato la prima proposta, ha cercato sempre di accontentare il maggior numero possibile di studenti possibili.

Un amico di Alina le aveva detto che in quel ristorante era stato preso per l’alternanza, così ha deciso anche lei di provare a chiedere nello stesso. 

Per lei l’esperienza fu del tutto nuova ma anche molto istruttiva e venne pure ripagata anche se dall’alternanza non era previsto. Dopo aver finito la scuola e dopo aver lavorato per due anni in un altro ristorante venne assunta come dipendente; e ora, ancora dopo molti anni, lavora lì a tempo indeterminato senza mai essere stata discriminata. 

Fonte prima immagine : Google Maps

Seconda immagine : Foto scatta da Noemi Cannas alla madre

6. Conclusioni, speranze, prospettive

Abbiamo visto quanto al giorno d’oggi trovare lavoro per i giovani sia difficile ma anche come in molti casi i lavoratori non vengano rispettati; questi infatti sono, molte volte, sottopagati, sfruttati e trattati male. Il carico di lavoro è spesso esagerato ma bisogna anche dire che a differenza del passato non tutti sono disposti a lavorare sodo. 

A volte ci chiediamo se sia colpa della scuola che non ci ha fornito abbastanza opportunità per ampliare le conoscenze pratiche, ma abbiamo anche visto che grazie proprio un'esperienza fatta tramite la scuola, i ragazzi riescano a trovare un lavoro. 

Il lavoro è e sarà per sempre indispensabile ed è proprio per questo che ci auguriamo un futuro con lavoratori rispettati e tutelati e con la maggior parte dei giovani disposti a lavorare sodo e con una retribuzione dignitosa. 

Fonte immagine : https://lindro.it/litalia-non-e-un-paese-per-giovani/